FOCUS: sostegno pubblico a sanità italiana supporta qualità credito ma ci sono rischi (Moody's)

MILANO (MF-NW)--La qualità creditizia delle regioni rimarrà stabile nei prossimi due anni, sostenuta dal finanziamento e dalla supervisione del governo centrale in ambito sanitario. I trasferimenti statali continueranno a rappresentare la principale fonte di finanziamento della sanità per la maggior parte delle regioni italiane, attestandosi a circa il 6% del Pil fino al 2028. La supervisione esercitata attraverso i piani di rientro sanitari per le regioni con deficit persistenti, unitamente a un rafforzamento della governance, ridurrà il rischio di squilibri fiscali incontrollati, affermano gli analisti di Moody's.

Gli esperti si aspettano che questa dipendenza strutturale dal sostegno centrale e il relativo controllo continuino nel tempo, rafforzando il forte legame tra le amministrazioni regionali e lo Stato sovrano e garantendo a tutte le regioni la capacità di finanziare i servizi essenziali.

Moody' avverte che l'aumento dei costi dovuto all'inflazione e il venir meno dei fondi straordinari eserciteranno pressioni sui bilanci, ma i deficit sanitari resteranno contenuti. La rigidità della struttura dei costi, determinata dagli aumenti salariali del personale sanitario, dai costi farmaceutici e dalla crescita della domanda di servizi, supererà il ritmo di crescita dei finanziamenti, aumentando la pressione sui bilanci regionali. Con la conclusione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) finanziato dall'Unione Europea, le regioni dovranno sostenere i costi operativi ricorrenti residui delle nuove infrastrutture realizzate, un onere particolarmente gravoso per quelle che presentano vincoli amministrativi e carenze di personale. Tuttavia, l'impatto sulla qualità creditizia resterà limitato perché, nonostante l'aumento delle pressioni sui costi, gli analisti prevedono che i deficit sanitari rimarranno moderati, intorno al 2,5% delle entrate operative regionali nei prossimi due anni. Inoltre, la regola del pareggio di bilancio impone alle regioni di coprire eventuali deficit sanitari attraverso risorse proprie e misure correttive, mentre i livelli di debito continueranno a rimanere contenuti.

Per Moody's, poi, l'invecchiamento della popolazione aumenterà gradualmente i costi sanitari; la sostenibilità di lungo termine dipenderà dalla crescita economica e dalla disciplina fiscale. Le proiezioni ufficiali indicano che la spesa sanitaria salirà a circa il 7,3% del Pil entro il 2050, rispetto al 6,3% previsto nel 2025, riflettendo l'invecchiamento della popolazione e l'espansione dell'assistenza a lungo termine. La sostenibilità del sistema dipenderà dalla crescita reale del Pil, dal controllo dei costi e dalla capacità di bilanciare la spesa sanitaria con altre priorità del welfare. Poiché le regioni dipendono in larga misura dai finanziamenti statali, la loro qualità creditizia continuerà a essere strettamente legata alla capacità fiscale e alle scelte di politica economica del governo centrale.

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alberto.chimenti@mfnewswires.it

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1414:18 set 2026