FOCUS: tassi Bce fermi, ma parole Lagarde accendono ipotesi taglio (Ing)
MILANO (MF-NW)--La Banca Centrale Europea ha confermato i tassi d'interesse durante la riunione di febbraio, mantenendo invariato il tasso sui depositi al 2%, il tasso sui rifinanziamenti principali al 2,15% e quello sui prestiti marginali al 2,40%. Inoltre, i commenti della presidente, Christine Lagarde, dimostrano che la Bce si trova ancora comodamente nella sua "buona posizione", con una crescita intorno al potenziale e un'inflazione che si manterrà vicino al target del 2%, commenta Carsten Brzeski, Global Head of Macro di Ing. Tuttavia, "i commenti di Lagarde sembrano aver creato più confusione che certezza sulla prossima mossa della Bce. Invece di limitarsi a frasi note come 'non ci impegniamo in anticipo' o 'continueremo a seguire i dati', i commenti sulla valutazione del rischio e in particolare sul tasso di cambio sono stati molto fluidi", dichiara l'esperto.
PER LAGARDE, TASSO DI CAMBIO NON È OBIETTIVO DI FRANCOFORTE
Per quanto riguarda il tasso di cambio, la Presidente ha ripetuto che esso non rappresenta un obiettivo delle decisioni di Francoforte, ma che resta un elemento importante nelle previsioni di crescita e inflazione. "Lagarde ha anche cercato di minimizzare il rafforzamento dell'euro, sottolineando che il livello attuale è sostanzialmente in linea con la media storica e affermando che un ruolo internazionale più forte dell'euro non dovrebbe necessariamente andare di pari passo con una valuta più forte", prosegue Brzeski. "Su questo punto avremmo da ridire", commenta l'esperto, "in qualsiasi transizione verso un ruolo internazionale più importante per l'euro, un apprezzamento della valuta parrebbe inevitabile. In definitiva, una valuta più attraente significa una maggiore domanda, che a sua volta rafforza il tasso di cambio. Inutile dire che al momento un euro globale sembra più un sogno che una realtà".
RAFFORZAMENTO EURO POTREBBE SPINGERE BCE A NUOVO TAGLIO
"Continuiamo a credere che la Bce voglia rimanere nella sua buona posizione il più a lungo possibile. E gli accenni lasciati da Isabel Schnabel a dicembre su un potenziale rialzo dei tassi sono chiaramente fuori discussione per ora", continua Brzeski. Tuttavia, se la Bce dovesse perdere la sua attuale "buona posizione", la mossa più probabile nel breve termine sarebbe un taglio dei tassi piuttosto che un aumento. Attualmente, permane il rischio che l’inflazione nei prossimi mesi resti al di sotto dell’obiettivo. "Se l'euro dovesse rafforzarsi nuovamente dopo il recente rimbalzo del dollaro Usa, ad esempio verso 1,25 EUR/USD entro la riunione di marzo, vi è un rischio elevato che le previsioni di inflazione della Bce indichino un'inflazione al di sotto del 2% per tre anni consecutivi, forse addirittura al di sotto dell'1,8%", spiega l'esperto. "Sebbene nessuno percepisca questo come uno scenario deflazionistico, un'inflazione così bassa potrebbe sollevare dubbi sulla reale simmetria dell'obiettivo della Bce e quindi incoraggiare i membri più accomodanti della Bce a premere per un taglio dei tassi che dia un po' di sicurezza", prosegue Brzeski. "Che piaccia o no all'Europa, la riunione odierna della Bce riporta alla mente un vecchio detto: our dollar, your problem", conclude l'esperto.
cba
MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
0612:15 feb 2026