FOCUS: tensioni geopolitiche accelerano uscita da fossili (Dnv)
MILANO (MF-NW)--I Paesi importatori di energia stanno spingendo sull'adozione di energia pulita a un ritmo tre volte superiore rispetto ai Paesi esportatori. Questo avviene in un contesto in cui i governi cercano di ridurre la dipendenza dalle importazioni di petrolio e gas, incrementando la produzione nazionale. È quanto emerge dalla decima edizione dell'Energy Transition Outlook di Dnv.
Secondo il rapporto, l'interruzione delle forniture energetiche attraverso lo Stretto di Hormuz sta rafforzando la determinazione dei governi a ridurre la dipendenza da petrolio e gas importati. Allo stesso tempo, i Paesi esportatori al di fuori del Medio Oriente stanno aumentando la produzione per compensare le forniture interrotte, mentre i loro percorsi di decarbonizzazione risultano sempre più lenti rispetto al resto del mondo. Di conseguenza, la quota di energia non fossile nel mix energetico primario delle regioni importatrici è aumentata di 2,2 punti percentuali negli ultimi cinque anni, contro appena 0,7 punti percentuali nelle regioni esportatrici. Ciò significa che Cina, India ed Europa si sono orientate verso l'energia non fossile a un ritmo più di tre volte superiore rispetto a Medio Oriente, Nord America e Russia.
L'interruzione dello Stretto di Hormuz ha rafforzato gli incentivi per i paesi importatori a diversificare le forniture e a ridurre la propria esposizione al petrolio e al gas, aumentando i rischi a lungo termine per gli esportatori di combustibili fossili. La nuova previsione di Dnv stima che il Medio Oriente fornirà circa il 40% della produzione mondiale di petrolio nel 2050, contro il 50% indicato nell'outlook dello scorso anno.
Un'ulteriore analisi condotta da Dnv valuta l'impatto di un eventuale prolungamento del conflitto in Medio Oriente fino al 2030, con i prezzi di petrolio e gas moderatamente alti. In questo scenario, la domanda globale di idrocarburi risulterebbe inferiore del 4-6% per tutta la durata del conflitto. Nel resto del periodo oggetto di previsione, la richiesta si manterrebbe inferiore del 2-5% rispetto alle stime principali, evidenziando un calo strutturale e definitivo della domanda: i consumatori e i governi, infatti, accelereranno il passaggio verso fonti di energia alternative.
"La sicurezza energetica sta ridisegnando la mappa della transizione", ha affermato Ditlev Engel, ceo Energy Systems di Dnv. "Le regioni importatrici stanno accelerando sull'elettrificazione, sulle rinnovabili e sui sistemi di accumulo per ridurre la propria vulnerabilità di fronte a mercati fossili sempre più instabili. Gli esportatori, nel frattempo, stanno rispondendo alle odierne carenze aumentando investimenti e produzione. Il risultato è un divario sempre più ampio in termini di velocità e direzione della transizione. Sebbene il panorama geopolitico stia diventando più complesso, non c'è dubbio che la transizione energetica sia in atto e su vasta scala. Dobbiamo continuare a sostenerla, poiché è ormai evidente a tutti che l'energia fa parte delle nostre infrastrutture vitali e deve essere considerata una priorità assoluta".
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MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
0719:08 ott 2026