FOCUS: timori su AI possono essere interpretate in modo costruttivo (Payden & Rygel)
MILANO (MF-NW)--La scorsa settimana, i titoli delle aziende che si occupano di software tecnologici hanno registrato un drawdown del 12%, nonostante i principali hyperscaler abbiano annunciato una solida crescita dei ricavi e previsioni di spesa in conto capitale superiori alle attese.
Anzitutto, spiega l'Economic Team di Payden & Rygel, il lancio dell'AI agent di Claude - in grado di operare autonomamente nei browser - ha alimentato i timori che l'intelligenza artificiale possa in parte sostituire il software tradizionale, soprattutto in un contesto di crescente spesa da parte dei grandi operatori di cloud computing, che dovrebbe rafforzare le capacità e le performance dei modelli AI. In secondo luogo, si sta diffondendo tra gli investitori la preoccupazione che gli ingenti investimenti in AI possano non tradursi in ricavi sufficienti a giustificarne l'entità.
"Riteniamo tuttavia che entrambe le letture possano essere interpretate in modo più costruttivo", spiegano. Gli AI agent "potrebbero non sostituire il software tradizionale, bensì incrementarne l'utilizzo, ampliandone le applicazioni e, al momento, non emergono segnali di un eccesso di capacità nei data center. Gli hyperscaler continuano anzi a segnalare una domanda insoddisfatta di potenza di calcolo, vale a dire una capacità insufficiente di data center e semiconduttori, elemento essenziale sia per l'addestramento dei modelli di frontiera sia per l'operatività dei chatbot esistenti.
In altri termini, concludono gli analisti, se la domanda di potenza computazionale necessaria per gestire i chatbot continua a superare l'offerta, è lecito domandarsi quale livello di capacità sarà richiesto per sostenere agenti AI operativi 24 ore su 24, ciascuno dei quali richiede una potenza di calcolo almeno quattro volte superiore rispetto a un chatbot tradizionale.
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MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
0919:02 feb 2026