FOCUS: tra inflazione e geopolitica, l’economia globale tiene (Moneyfarm)

MILANO (MF-NW)--"Per quanto, tra conflitti geopolitici, inflazione in aumento e crescita degli investimenti in tecnologia, l'economia globale resti in una congiuntura complessa, diversi dati mostrano una tenuta superiore alle attese. Soprattutto, è importante distinguere tra indicatori di sentiment e dati macroeconomici effettivi: i consumatori dichiarano livelli elevati di preoccupazione, ma continuano a spendere", afferma Richard Flax, Chief Investment Officer di Moneyfarm.

"Così", continua l'esperto, "se il Conference Board, organizzazione di ricerca economica americana, nel suo ultimo sondaggio sulla fiducia dei consumatori Usa rileva il record negativo degli ultimi dieci anni, allo stesso tempo, la crescita dei consumi privati resta sostenuta, con un aumento di oltre il 6% su base annua, che include l'effetto dell'inflazione. Anche in Europa, gli ultimi dati rilevano una crescita economica piuttosto solida (vedi grafico sotto), mentre gli indicatori relativi al settore manifatturiero hanno mostrato un miglioramento".

"In Cina il quadro appare più contrastato: gli indicatori del settore manifatturiero suggeriscono una crescita modesta, almeno rispetto agli standard storici, e le vendite al dettaglio sono rimaste piuttosto contenute, mentre gli utili industriali hanno subito un'accelerazione. Ampliando il perimetro di analisi, negli ultimi mesi le esportazioni dall'Asia hanno subito un'accelerazione sia in Cina sia in Corea del Sud ( 80% su base annua), dove storicamente una crescita dell'export ha anticipato un aumento degli utili azionari globali", prosegue l'analista.

"Resta centrale il tema dell'inflazione, le cui prospettive appaiono complesse e potrebbero tradursi in tassi di riferimento più elevati nei prossimi trimestri. A settembre l'inflazione in Area Euro ha raggiunto il livello più alto degli ultimi tre anni, mentre in Spagna l'inflazione annua ha toccato il 4,9%. Oltreoceano, la risalita generale dei prezzi è stata meno pronunciata negli Usa, almeno fino ad agosto. Qui il deflatore della spesa per consumi personali (Pce), l'indicatore preferito dalla Federal Reserve, è aumentato del 3,4% su base annua, anche se il dato risulta inferiore se si escludono generi alimentari ed energia", dichiara Flax.

Per l'esperto, "nonostante la lunga lista di difficoltà, dunque, l'economia globale sembra mostrare una tenuta superiore alle attese. La spesa per AI e tecnologia ha avuto un impatto significativo, da un lato contribuendo a compensare il potenziale rallentamento legato all'aumento dei prezzi dell'energia e sostenendo la crescita, dall'altro accentuando alcune difficoltà macroeconomiche, aumentando la domanda di produzione elettrica, materiali da costruzione e materie prime. Questo ha contribuito a spingere i tassi di interesse verso l'alto, rendendo più oneroso il costo del credito per famiglie e imprese".

"Il quadro rimane delicato e tassi di interesse più elevati potrebbero rallentare la crescita e incidere sugli utili societari. Al contrario, una de-escalation geopolitica potrebbe favorire prezzi dell'energia più bassi, una riduzione dell'inflazione e un alleggerimento dei costi per famiglie e imprese, creando condizioni favorevoli per l'attività economica", conclude l'analista.

dfg

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0609:43 ott 2026