FOCUS: tre elementi a favore dei mercati emergenti (Federated Hermes)
MILANO (MF-NW)--I mercati emergenti (ME) stanno registrando performance migliori rispetto alle economie sviluppate. Nel 2025, infatti, l’indice Msci Emerging Markets Index ha messo a segno un rendimento del 34,3%, interrompendo 16 anni di sottoperformance rispetto all'S&P 500, che lo scorso anno si è fermato al 17,9%. Guardando al futuro, la dinamica positiva dovrebbe proseguire nel 2026, sostenuta dall’indebolimento del dollaro e dal contributo di materie prime e consumi, commenta Calvin Zhang, Senior Portfolio Manager for Emerging Market Equities di Federated Hermes.
SOVRAPERFORMANCE EMERGENTI POTREBBE CONTINUARE PER DIVERSI ANNI
"A lungo considerati il contraltare poco apprezzato dei rendimenti strepitosi dei titoli growth statunitensi, i mercati emergenti hanno finalmente trovato la loro strada", commenta l'esperto. Storicamente, puntualizza Zhang, i periodi di sovraperformance dei mercati emergenti tendono a protrarsi per diversi anni e non ad essere anomalie di breve durata. "Ancora più importante, vorremmo sottolineare una serie di fattori favorevoli all'orizzonte che potrebbero sostenere ulteriormente i mercati emergenti e guidarne la crescita continua da questo punto in poi", continua l'esperto.
INDEBOLIMENTO DOLLARO COME PRINCIPALE FATTORE DI SOSTEGNO
Il fattore di supporto più importante per l'economie emergenti resta l'andamento del dollaro, che sta continuando ad indebolirsi. "Per i mercati emergenti, il deprezzamento del biglietto verde è, nel complesso, un fattore positivo. Riduce il costo del debito denominato in dollari, determinando al contempo un aumento dei prezzi delle materie prime e afflussi di capitali", dichiara Zhang.
CONSUMI ASSUMONO RUOLO SEMPRE PIÙ RILEVANTE
Altri due fattori che supportano una visione ottimistica sono l'andamento delle materie prime e dei consumi. Per quanto riguarda le materie prime, continua l'esperto, "dopo anni di sottoinvestimenti, l'offerta di molte materie prime è insufficiente a soddisfare la domanda in aumento. Ne sono un esempio il rame, l'argento e l'oro, per non parlare delle terre rare. Anche il prezzo del litio ha registrato un forte rimbalzo, mentre il petrolio greggio potrebbe aver toccato il fondo, in parte a causa del conflitto in Medio Oriente". Inoltre, potrebbe essere in arrivo un boom nel settore minerario legato alla costruzione dei data center, uno sviluppo potenzialmente favorevole per i paesi emergenti ricchi di risorse. Sul fronte dei consumi, i mercati emergenti stanno attraversando una fase di profonda trasformazione. Nonostante le materie prime restino importanti, "l'aumento dei consumi interni e della domanda sta diversificando la tesi di investimento per i paesi in via di sviluppo, in particolare con la crescita di una classe media nascente", commenta Zhang. "I consumi potrebbero non essere ancora il fattore dominante, ma stanno assumendo un ruolo più importante che mai nelle economie dei mercati emergenti", conclude l'esperto.
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MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
2710:46 feb 2026