FOCUS: troppi Etf e tutti uguali, ecco come sceglierli (milanofinanza.it)
MILANO (MF-NW)--In Europa ci sono ormai più di 3.900 Etf e soltanto dall’inizio dell’anno in Italia ne sono stati quotati 228. Una scelta enorme che, paradossalmente, rischia di trasformarsi in un problema per gli investitori. Per il 45% dei clienti di Moneyfarm, infatti, la principale difficoltà nella selezione è proprio la presenza di troppi Etf simili tra loro.
E il 51% ammette di sentirsi a disagio al momento della scelta. Questi i risultati della ricerca presentata oggi, martedì 22 settembre, a Milano dalla piattaforma di consulenza finanziaria e trading.
UN PROBLEMA CHE PARTE DAGLI INDICI PIÙ SEMPLICI
Il problema emerge anche quando si guarda agli strumenti più semplici. Per replicare un paniere di azioni globali dei mercati sviluppati come l’Msci World, uno degli indici più utilizzati per costruire il cuore azionario di un portafoglio, un investitore può scegliere tra 12 prodotti, con commissioni annue che vanno dallo 0,05% allo 0,38%: una differenza di quasi otto volte.
"La proliferazione dell’offerta, compresa quella degli Etf attivi, ha aumentato il numero di variabili da considerare, mentre sul mercato si affaccia una generazione di investitori giovani con patrimoni mediamente più contenuti, cresciuta finanziariamente durante una lunga fase rialzista del mercato", osserva Alessandro Capuano, head of trading di Moneyfarm.
IL PARADOSSO DELLA SCELTA ARRIVA NEGLI ETF
La tesi dello studio è chiara: più alternative non significano necessariamente decisioni migliori, soprattutto quando gli attributi da confrontare sono complessi.
I numeri raccolti da Moneyfarm mostrano infatti una forte concentrazione: l’80% dei volumi dei clienti si dirige verso appena il 14% degli Etf disponibili. Il costo rimane il principale criterio di scelta per il 32% degli investitori, seguito dalla liquidità al 15%, mentre la reputazione dell’emittente pesa appena per il 2%.
La fotografia è quella di una clientela sempre più giovane: la fascia 25-34 anni rappresenta ormai quasi il 30% del totale. Il 63,4% degli investimenti è indirizzato verso l’azionario e il 25,3% verso le obbligazioni. Nei piani di accumulo la rata media è di 350 euro, con una mediana di 200.
UN INDICE COMPOSTO DA OTTO PARAMETRI
Da qui Moneyfarm è partita per sviluppare l’Etf Selector Moneyfarm Index, uno strumento che assegna agli Etf comparabili un punteggio da zero a dieci. Non stabilisce se un prodotto sia adatto al portafoglio del singolo investitore, ma prova a misurarne la qualità rispetto agli strumenti concorrenti della stessa categoria.
"L’obiettivo è dare agli investitori meno dati da interpretare e maggiore chiarezza nel confronto tra le alternative", spiega Roberto Rossignoli, head of research di Moneyfarm. Il modello considera otto parametri: costo, volumi scambiati, masse gestite, spread tra prezzo di acquisto e vendita, premio o sconto rispetto al valore del sottostante, anzianità del prodotto, metodo di replica e ricorso al prestito titoli.
L’idea è soprattutto andare oltre il ter, che spesso monopolizza l’attenzione degli investitori. Un Etf molto economico può infatti risultare meno efficiente nelle negoziazioni se presenta spread elevati o scarsa liquidità. Per Moneyfarm, uno spread nell’ordine di 3-4 punti base è indicativo di un prodotto efficiente, mentre differenze molto superiori possono diventare un costo implicito rilevante, soprattutto per chi compra e vende frequentemente.
L’ESEMPIO CON DUE ETF SU TECNOLOGIA E AI
In un confronto realizzato dalla società tra due Etf azionari globali con esposizione a tecnologia e intelligenza artificiale, per esempio, il prodotto con punteggio 9 presentava uno spread effettivo di 4,8 punti base, contro 31,7 punti per quello con score 5,3.
Una differenza che riassume il problema: in un mercato in cui gli Etf sono sempre più numerosi e apparentemente simili, scegliere quello con il costo più basso potrebbe non essere sufficiente. Il vero salto di qualità, per gli investitori, è capire quanto costa davvero possederlo e negoziarlo.
"Non ci limitiamo a fornire tecnologia, affianchiamo ogni investitore come farebbe un consulente, con la stessa qualità di analisi e di guida che fino a ieri era riservata ai grandi patrimoni. L’Etf Selector è la sintesi di questo approccio: 15 anni di selezione professionale, accessibili a chiunque utilizzi il nostro Conto Trading", conclude Giovanni Daprà, co-fondatore e amministratore delegato di Moneyfarm. (milanofinanza.it)
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2213:53 set 2026