FOCUS: Trump ci ripensa sui dazi, la reazione dell’argento e le cause del rally (Ing)
MILANO (MF-NW)--I prezzi dell'argento hanno registrato un calo, allontanandosi dai massimi storici, dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha rinviato l'introduzione di nuovi dazi sulle importazioni di minerali critici. La decisione ha contribuito ad attenuare, nel breve termine, i timori di una contrazione degli scambi commerciali, commenta Ewa Manthey, Commodities Strategist di Ing.
PREZZI REGISTRANO CORREZIONE, MA I FONDAMENTALI RESTANO SOLIDI
Il 15 gennaio, l'argento ha perso oltre il 7%, arretrando rispetto al massimo di oltre 93 dollari l'oncia. La decisione dell'amministrazione Trump di rinviare l'introduzione di nuovi dazi ha infatti ridimensionato parte del premio sul rischio a breve termine. Il movimento correttivo si è tuttavia rivelato temporaneo: i prezzi hanno recuperato rapidamente gran parte delle perdite, con gli operatori che sono tornati a focalizzarsi sui fattori strutturali del mercato. "La recente ripresa rimarca la nota volatilità dell'argento, che è tipicamente superiore a quella dell'oro a causa delle minori dimensioni del suo mercato e del suo duplice ruolo di metallo industriale e da investimento", spiega l'esperta. Nonostante la correzione, le quotazioni restano in rialzo di oltre il 25% dall'inizio dell'anno, evidenziando la solidità delle dinamiche sottostanti. Sul fronte politico, il presidente statunitense ha dichiarato che l’amministrazione intende perseguire accordi bilaterali con i principali partner commerciali per assicurare forniture adeguate di metalli critici. "Nelle intenzioni della Casa Bianca c'è anche un prezzo minimo sulle importazioni e i funzionari dovrebbero riferire in merito alle due questioni entro 180 giorni. La decisione fa seguito a una revisione durata mesi della Sezione 232 del Trade Expansion Act, volta a valutare se le importazioni di minerali critici lavorati costituiscano una minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti", prosegue Manthey. La revisione dei dazi non ha interessato solo l'argento, ma un'ampia gamma di minerali critici come litio, cobalto, nichel, terre rare e gallio, fino alla grafite, ai metalli del gruppo del platino e altri metalli industriali.
RAPPORTO PREZZO ORO/ARGENTO AI MINIMI DAL 2011
"L'incertezza circa i dazi statunitensi aveva già attirato ingenti volumi di argento fisico da Londra verso gli Stati Uniti, innescando una contrazione storica. Ciò ha portato a un forte calo delle scorte di argento disponibili a Londra, il principale hub commerciale, amplificando le oscillazioni dei prezzi e la volatilità", continua l'esperta. In questo contesto, l'argento ha superato l'oro registrando un rialzo di quasi il 150% durante il 2025. Questo ha spinto il rapporto oro/argento appena sopra il 50, il livello più basso dal 2011.
DEFICIT STRUTTURALE DELL'OFFERTA SOSTIENE I PREZZI
"Oltre alla volatilità determinata dalle decisioni politiche, l'argento continua ad affrontare un deficit strutturale dell'offerta. L'aumento della fornitura mineraria rimane limitata. Poiché la maggior parte della produzione di argento è un sottoprodotto di altri metalli, il settore ha una limitata capacità di rispondere rapidamente all'aumento dei prezzi. Allo stesso tempo, la domanda industriale legata all'energia solare, all'elettrificazione e all'elettronica rimane forte, mantenendo sotto pressione il mercato dell'argento fisico", spiega l'esperta. Il deficit strutturale del metallo rafforza la tesi rialzista sull'argento e spiega la ragione per cui i prezzi sono rimasti elevati, nonostante le fluttuazioni del premio di rischio speculativo. "È probabile che la volatilità rimanga elevata. Infatti, il duplice ruolo dell'argento di metallo sia industriale sia da investimento, continua a determinare oscillazioni percentuali maggiori rispetto a quelle dell'oro, soprattutto considerando le dimensioni complessivamente più ridotte del suo mercato", continua. Nel breve termine, i prezzi potrebbero consolidarsi in un intervallo, man mano che i rischi tariffari vengono rivalutati e il posizionamento si normalizza. Tuttavia, "i deficit strutturali, la scarsa disponibilità fisica e la continua incertezza politica suggeriscono che il ribasso potrebbe essere limitato, con l'argento che probabilmente rimarrà ben supportato in caso di flessione", conclude l'esperta.
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1611:27 gen 2026