FOCUS: Ue a un bivio nei rapporti con la Cina (Oxford E.)

MILANO (MF-NW)--L’Unione europea si trova a un bivio nei rapporti con la Cina. Mantenere lo status quo porterebbe a un graduale svuotamento del suo apparato industriale, mentre contromisure innescherebbero senza dubbio ritorsioni da parte della Cina, danneggiando l’Ue nel breve termine. Tuttavia, secondo Oxford Economics, nel tempo i costi dell’inazione finirebbero per superare sempre più il prezzo dell’agire.

“A differenza della politica statunitense, queste misure sarebbero probabilmente specifiche per prodotto o settore, introdotte gradualmente e andrebbero oltre i dazi. Non ci aspettiamo un impatto macroeconomico rilevante, a condizione che non vi sia una forte escalation, anche se questo rappresenta chiaramente un rischio al ribasso”, afferma l’economista capo Daniel Kral.

La soglia per un’azione dell’Ue è relativamente bassa, poiché la Commissione europea detiene l’autorità principale in materia commerciale. L’Ue dispone di un certo potere negoziale in quanto importante fonte di domanda per la Cina, ma l’incertezza sulle relazioni Ue-Usa potrebbe spingere l’Unione verso un approccio più conciliatorio nei confronti di Pechino.

“Uno scenario in cui il dazio effettivo aumenti di 10 punti percentuali, dall’attuale 3%, comporterebbe nel breve termine un Pil dell’Eurozona inferiore di 0,3 punti percentuali, anche se il divario si ridurrebbe in seguito”, aggiunge Kral. “I rischi principali riguardano l’efficacia delle misure dell’Ue nel cambiare la rotta e le ritorsioni della Cina. Una guerra commerciale su vasta scala o la 'strumentalizzazione' delle reciproche dipendenze avrebbe conseguenze molto più gravi".

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