FOCUS: valore rotte artiche è più politico che commerciale in breve termine (Coface)
MILANO (MF-NW)--L'escalation del conflitto in Medio Oriente ha messo sotto pressione gli scambi globali, riportando al centro il tema della vulnerabilità dei corridoi marittimi. In questo contesto, le rotte artiche non rappresentano, allo stato attuale, un'alternativa credibile per il trasporto containerizzato, ma potrebbero offrire vantaggi concreti per alcuni flussi di materie prime, in particolare petrolio e gas. Lo riporta un analisi di Coface, tra i leader mondiali nell'assicurazione del credito e nella gestione del rischio.
ROTTE ARTICHE POTREBBERO OFFRIRE DISTANZE PIÙ BREVI
Oltre l'80% del commercio mondiale di merci transita via mare. "Questi flussi si concentrano tra tre grandi aree, Asia orientale, Europa e Nord America, e si appoggiano a un numero ristretto di passaggi strategici. È proprio questa concentrazione a rendere il commercio globale particolarmente vulnerabile agli shock geopolitici", spiegano gli esperti. Negli ultimi mesi, le tensioni nel Mar Rosso, il blocco dello Stretto di Hormuz e i cambiamenti nelle politiche commerciali degli Stati Uniti hanno accentuato questa vulnerabilità. In questo contesto, "le rotte artiche riemergono come ipotesi alternativa, anche perché consentirebbero una riduzione sensibile delle distanze: fino al 40% tra Asia orientale e Nord Europa e circa il 20% verso la costa orientale del Nord America", proseguono gli analisti.
VANTAGGI PER TRASPORTO MATERIE PRIME
In un orizzonte di cinque anni, tuttavia, l'analisi dimostra che le rotte artiche resteranno destinate prevalentemente al trasporto di materie prime. "I vantaggi di costo risultano particolarmente significativi per le rinfuse liquide (petrolio greggio, diesel, metanolo o GNL) con riduzioni che in alcuni casi possono arrivare fino al 45%-50%. Anche le rinfuse secche, come cereali, minerali e materiali da costruzione, potrebbero diventare competitive, ma soprattutto nei casi in cui la navigazione possa avvenire senza il supporto dei rompighiaccio", riportano gli esperti. Per quanto riguarda il trasporto conterizzato, invece, i limiti operativi, la ridotta dimensione delle navi e i costi specifici della navigazione artica continuano a rendere queste rotte poco competitive rispetto a quelle tradizionali, che beneficiano di economie di scala molto più favorevoli.
IMATTO CONTENUTO SU SCAMBI GLOBALI, MA CON ALCUNI VINCITORI
Nel complesso, solo il 3,5% degli scambi tra Asia orientale, Nord Europa e Nord America potrebbe realmente utilizzare le rotte artiche. "Alcuni comparti potrebbero però trarne beneficio. È il caso, in particolare, delle filiere legate ai cereali, all'energia, ai metalli e al legname", dichiarano gli analisti. In termini di valore, circa il 7% delle merci potrebbero transitare per l'Artico, per un valore di circa 22 miliardi di dollari. "Gli esportatori di rinfuse localizzati nel Nord-Est degli Stati Uniti o nel Nord Europa potrebbero quindi rafforzare la propria competitività sui mercati asiatici grazie a minori costi di trasporto e tempi di transito più brevi. Al contrario, alcuni concorrenti del Sud America, come il Brasile per il minerale di ferro o il Cile per il rame, e dell'Africa, come la Repubblica Democratica del Congo per alcune risorse minerarie, potrebbero perdere competitività relativa sul piano logistico", continuano gli esperti. Inoltre, i Paesi particolarmente dipendenti dalle rotte tradizionali, come Egitto e Panama, potrebbero risultare esposti.
VALORE PIÙ POLITICO CHE COMMERCIALE
Nonostante il vantaggio in termini di distanza, restano vincoli strutturali importanti. Le finestre di navigazione restano stagionali, le condizioni del ghiaccio sono ancora variabili e difficilmente prevedibili, e il ricorso ai rompighiaccio rimane spesso indispensabile. L'interesse sull'Artico sta assumendo sempre di più una dimensione di competizione strategica. "La Rotta del Mare del Nord resta in larga parte sotto il controllo della Russia, mentre la Cina sta rafforzando gradualmente la propria presenza e le proprie capacità polari. Anche gli Stati Uniti puntano ad accrescere la propria influenza nell'area", riportano gli esperti. "In questo scenario, lo sviluppo delle rotte artiche non dipende soltanto da una valutazione logistica o di costo, ma coinvolge temi più ampi come la sovranità, il controllo delle infrastrutture critiche, l'accesso alle risorse e il riequilibrio dei rapporti di forza", proseguono gli analisti. Nel breve termine, il valore di queste rotte appare più politico che commerciale.
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MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)
2212:58 apr 2026