FOCUS: voto Midterm non limita potere Trump su dazi e Iran (Intermonte)

MILANO (MF-NW)--"Le elezioni di metà mandato potevano essere un'onda blu. Qualcuno dice siano state, invece, uno tsunami blu. Ma forse dovremmo parlare di risacca rossa, perché non si può negare che questo voto sia stato soprattutto un esame per Trump, nel quale il presidente non è stato rimandato, ma bocciato", afferma Donatella Principe, Head of Global Strategy di Intermonte.

"L'attuale presidente aveva incentrato la sua campagna elettorale intorno a due temi centrali: America First e Affordability. Dall'Iran al Venezuela, passando per la Groenlandia e il Canada, il presidente non solo ha prestato enorme attenzione alla politica estera, ma lo ha fatto in modi che si sono ritorti contro l'economia americana. Il tentativo di addossare all'Ucraina la responsabilità del caro diesel non ha funzionato: gli americani hanno collegato i prezzi alla pompa al petrolio e allo Stretto di Hormuz", prosegue l'esperta.

"Per quanto riguarda l'obiettivo Affordability, basterebbe solo citare il fatto che è stato coniato il termine Trump-inflation per capire fino a che punto sia stato mancato l'obiettivo. I dazi li hanno pagati gli americani, mentre Trump, che aveva promesso il diesel a 2 usd, invece lo ha portato al massimo storico sopra i 6 usd, battendo anche il record negativo di Biden. Altro che 'età dell'oro': gli americani sono andati al voto con un'inflazione più alta di quella pre-insediamento (3,7% vs 3%) e che da 6 mesi cresce più degli stipendi, con un costo del mutuo sopra il 7% (evento verificatosi di rado in questo secolo). L'America ha decisamente votato con il portafoglio e bocciato Trump in economia", spiega Principe.

"I Democratici hanno vinto? Hanno conquistato Camera e Senato, il massimo a cui potessero realisticamente ambire, ma il vero controllo dei due rami del Congresso passa dalle super maggioranze. Un traguardo fuori portata che infatti è stato mancato: ecco perché il risultato è un'onda blu e non uno tsunami blu", dichiara l'esperta.

"Tre sono i numeri magici: 60, 67 e 290. 60 sono i seggi che servono al Senato per superare il filibuster: senza, i Democratici restano esposti all'ostruzionismo dei Repubblicani, come si vedrà soprattutto in primavera, quando si dovrà affrontare il tema del tetto del debito.

Invece, 67 sono i voti che servono al Senato per la 'conviction' (il corrispettivo dell'impeachment alla Camera): senza, i Democratici non possono davvero liberarsi di Trump. Infine, 290 sono i seggi necessari alla Camera per superare il veto del presidente. I Democratici potranno approvare tutte le leggi che vogliono, ma non sono in grado di superare il veto del presidente in nessuno dei due rami del Congresso e Trump ha già annunciato che sarà 'Mr. Veto'. In altre parole, ai Democratici la vittoria non basta per avere davvero il potere", spiega l'analista.

"Di fatto, perdendo il Congresso, Trump perde il potere di far approvare nuove leggi fiscali espansive, ma è un danno limitato. Di solito sono provvedimenti che si prendono nei primi 2 anni di presidenza, come ha appunto fatto Trump con l'Obbba(One Big Beautiful Bill Act). Trump conserva intatto il potere di legiferare per ordine esecutivo. Inoltre, la Corte Suprema ha dato a Trump il controllo di tutte le agenzie federali, al netto della Fed. Tutto ciò significa che, con i regolamenti, Trump potrà ancora dire la sua su banche, energia, criptovalute", afferma Principe.

"Ovviamente con il controllo della Camera, i Democratici acquisiscono il potere di controllare le commissioni, citare in giudizio e investigare il presidente e la sua amministrazione. Premesso che Trump ha già detto che concederà la grazia a chiunque dei suoi cada nelle grinfie dei Democratici, possiamo dire che per Trump questi poteri equivalgono a fargli il solletico", spiega l'esperta.

"Più impegnativa è la conquista dei Democratici al Senato, perché con questa acquisiscono il potere di confermare le nomine dei giudici delle corti federali, dei membri del governo e dei dirigenti di agenzie federali, oltre a quelle degli ambasciatori", afferma l'analista.

"Infine, adesso che i Democratici hanno il controllo del Congresso, Trump li potrà usare come capri espiatori di tutto ciò che non dovesse funzionare nei prossimi 2 anni. Trump non perde potere sui dazi, né sul destino della guerra in Iran, due dei temi più importanti per i mercati, perché direttamente connessi all'inflazione. Per ora continuano a sussistere tutti i presupposti per un approccio 'higher for longer' sui tassi", conclude Principe.

dfg

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0415:01 nov 2026