FOCUS: Wall Street rimbalza, l'Asia crolla e l'AI preoccupa (eToro)

MILANO (MF-NW)--'In The Prestige di Christopher Nolan, il segreto di un buon numero di magia è convincere il pubblico a guardare esattamente dove vuole il prestigiatore. Mentre tutti seguono una mano, il trucco si compie altrove. Sui mercati finanziari potrebbe accadere qualcosa di simile. Da settimane gli occhi degli investitori sono puntati su Wall Street, alla ricerca di risposte sulla tenuta del Bull Market, sui costi dell'intelligenza artificiale e sulla prossima correzione. Nel frattempo, a migliaia di chilometri di distanza, diversi listini hanno già perso il 30%, il 40% e in alcuni casi persino il 45% dai massimi', dichiara Gabriel Debach, market analyst eToro.

'A New York si prova a comprare il ribasso', prosegue l'esperto. 'In Asia, intanto, si continua a vendere. Il 19 ottobre, del resto, sembrava una data fatta apposta per alimentare le paure. Trentanove anni esatti dal Black Monday del 1987, quando il Dow Jones perse il 22,6% in una sola seduta. Sui social il parallelo era già diventato un argomento di discussione, come se il calendario potesse anticipare la direzione dei mercati. Wall Street ha preferito ricordare l'anniversario con un rimbalzo. Il Nasdaq 100 ha guadagnato l'1,17%, lo S&P 500 lo 0,41%'.

'Una seduta positiva, almeno a guardare i numeri di chiusura. Meno convincente osservandone lo svolgimento. Gli acquisti iniziali hanno progressivamente perso forza, lasciando gli indici per buona parte della giornata in prossimità, o al di sotto, dei livelli di apertura. A sostenere il recupero sono stati soprattutto la tecnologia e i consumi discrezionali, questi ultimi favoriti anche dal rialzo del 5% di Amazon. Il Philadelphia Semiconductor Index ha finalmente interrotto una sequenza di otto sedute consecutive negative, offrendo un primo segnale di sollievo dopo una settimana particolarmente violenta.Ma c'è un dettaglio che racconta meglio la qualità del rimbalzo. La market breadth è rimasta negativa, con più titoli in discesa che in rialzo sia al NYSE sia al Nasdaq. Gli indici hanno recuperato terreno senza che gli acquisti riuscissero a coinvolgere la maggioranza del listino. Il primo tentativo di buy the dip, dunque, è arrivato. La partecipazione del mercato, molto meno', afferma l'analista.

'E mentre Wall Street cercava di rimettersi in piedi, l'Europa era impegnata a fare i conti con problemi che vanno ben oltre le oscillazioni degli indici azionari', dichiara Debach. 'Le proteste esplose in diverse città europee hanno riportato al centro il costo della vita, l'inflazione e soprattutto il caro energia. Pressioni sociali che si traducono rapidamente in richieste di intervento pubblico, sostegni alle famiglie e nuove ipotesi di contributi straordinari a carico dei settori bancario ed energetico'.

'Il problema è che queste richieste arrivano proprio mentre il mercato obbligazionario torna a chiedere un prezzo più elevato per finanziare i governi', continua l'esperto. 'I rendimenti sovrani sono risaliti con forza, soprattutto in Francia, dove la tensione sociale si intreccia con una situazione fiscale già fragile. Più costano gli interventi necessari a contenere il malcontento, più diventa complicato finanziarli senza alimentare ulteriori tensioni sui titoli di Stato'.

'È però spostando lo sguardo verso Oriente che questa divergenza assume dimensioni ben più profonde. Il Kospi sudcoreano, dopo il sollievo di lunedì, torna a perdere il 3,73%, portando il ribasso dai massimi oltre il 40%. Nemmeno le condizioni tecniche di ipervenduto sono riuscite finora ad arrestare le liquidazioni. Il Giappone perde l'1,3%, con il Nikkei distante il 13% dai massimi e otto sedute negative nelle ultime nove. Taiwan cede lo 0,61%, con sei ribassi nelle ultime otto sedute e una distanza del 7,6% dai picchi. Gli RSI, rispettivamente intorno a 40 e 43 punti, segnalano debolezza, ma non ancora condizioni estreme di ipervenduto', afferma l'analista.

'E non è soltanto una questione di semiconduttori', dichiara Debach. 'Il Nifty 50 indiano perde l'1,11%, interrompendo il recente tentativo di recupero, con una distanza dai massimi del 13%. A Hong Kong, l'Hang Seng cede un altro 1,27% e il ribasso dai picchi raggiunge il 28%. La Cina continentale non offre un quadro più confortante. Lo Shanghai Composite chiude al 0,12%, recuperando sul finale una seduta caratterizzata per lo più dalle vendite, ma il conto non cambia con un indice che si trova il 39% sotto i massimi e tratta in prossimità dei minimi dell'anno. Il CSI 300 perde l'0,54%, con una flessione del 30% dai picchi e quotazioni tornate sui livelli di agosto 2025. Ancora più severa la correzione della componente tecnologica cinese. Il Csi Star & ChiNext 50 registra la decima seduta consecutiva negativa. Nelle ultime quattordici ha ceduto circa il 25%, mentre il ribasso dall'ultimo massimo storico raggiunge ormai il 44%, a 73 sedute di distanza dal picco.Numeri che non descrivono una semplice giornata difficile, ma mercati nei quali i tentativi di stabilizzazione continuano a scontrarsi con nuove vendite. E nei quali l'ipervenduto, da solo, non costituisce ancora una ragione sufficiente per comprare. Ma c'è un altro aspetto. Ed è forse quello più interessante per chi continua a considerare i mercati emergenti come un unico universo' spiega l'esperto.

'L'Etf Eem, che replica l'Msci Emerging Markets, presenta ancora una performance positiva di circa il 13% da inizio anno, pur avendo subito una correzione dell'11% dai massimi. Sembrerebbe, dunque, che gli emergenti stiano resistendo relativamente bene. Eppure, basta osservare ciò che accade all'interno del paniere per scoprire una realtà molto meno omogenea', prosegue l'analista.

'Taiwan rappresenta oggi circa il 29% dell'Etf e la Corea del Sud un altro 18%, con la Cina che si colloca tra le due per peso. Tre mercati che condizionano in maniera decisiva il rendimento complessivo e che rendono l'espressione 'mercati emergenti' sempre meno rappresentativa delle singole realtà nazionali. Prendiamo Turchia e Indonesia. Il BIST turco ha perso il 31% dai massimi, tornando verso le quotazioni di luglio 2025. A Jakarta, l'IDX Composite ha accumulato un drawdown del 45%. Due mercati già fortemente penalizzati dalle vendite e sui quali è arrivato un ulteriore elemento di incertezza: Msci', dichiara Debach.

'Il 15 ottobre il provider degli indici globali ha aperto una consultazione per valutare la riclassificazione dell'Indonesia da Emerging Market a Standalone Market, senza nemmeno passare per la categoria Frontier. Per la Turchia ha invece disposto il congelamento di determinate modifiche agli indici, riservandosi ulteriori misure, compresa una possibile riclassificazione, qualora non emergano progressi sufficienti entro giugno 2027. Al centro delle preoccupazioni vi sono la trasparenza degli assetti proprietari, l'affidabilità del flottante e i sospetti di operazioni coordinate su alcuni titoli. Questioni che vanno ben oltre le valutazioni azionarie o il ciclo economico e che riguardano la stessa investibilità di un mercato', prosegue l'esperto.

'Alla fine del 2025 Indonesia e Turchia rappresentavano rispettivamente l'1,17% e lo 0,43% dell'Eem, con 19 e 14 titoli. Al 16 ottobre 2026 i pesi erano scesi allo 0,39% e allo 0,38%, con 10 e 14 società. Il peso dell'Indonesia si è dunque ridotto di circa due terzi, mentre quello turco ha registrato una contrazione assai più contenuta', continua l'analista. 'La rappresentanza di alcuni mercati all'interno dell'universo emergente si sta già assottigliando, ben prima di un'eventuale decisione definitiva sulla loro classificazione'.

'Ci siamo abituati a guardare a Occidente per capire dove vadano i mercati, mentre continuiamo a raccomandare di diversificare anche verso Oriente. Ma diversificare geograficamente non significa necessariamente diversificare i rischi. E osservare un indice emergente positivo non significa che tutti i suoi mercati stiano partecipando al rialzo', afferma Debach.

'A rendere ancora più interessante il quadro arriva oggi anche un piccolo episodio di mercato. Elice Group, società sudcoreana attiva nelle infrastrutture per l'intelligenza artificiale, ha debuttato sul KOSDAQ aprendo a 75.700 won, circa il 16,4% sotto il prezzo di collocamento di 90.500 won. Nelle prime fasi della contrattazione le perdite hanno superato il 30%, nonostante una domanda molto elevata durante il collocamento', spiega l'esperto. 'Non è sufficiente una singola Ipo per decretare la fine dell'entusiasmo verso l'intelligenza artificiale. Ma è difficile ignorare il segnale di una forte domanda in fase di sottoscrizione che non si è tradotta in altrettanta disponibilità a comprare sul mercato secondario'.

'Per mesi il mercato ha premiato chi prometteva nuova capacità di calcolo. Ora vuole sapere chi pagherà il conto e quando arriveranno i ritorni. Il debito continua a essere il nervo scoperto dell'AI. Ieri S&P Global ha avvertito che l'esposizione finanziaria degli hyperscaler potrebbe superare quella immediatamente visibile nei bilanci, a fronte di oltre $7.000 miliardi di investimenti stimati entro il 2030. E mentre Goldman Sachs promuove CoreWeave a Buy, il suo debito continua a offrire rendimenti intorno al 15%', prosegue l'analista.

'Domani toccherà a Tesla e Meta affrontare il test delle trimestrali. Soprattutto per Meta, la domanda andrà oltre la crescita degli utili: quanto capitale servirà ancora per sostenere le ambizioni nell'AI e quanto di quella spesa si sta già trasformando in risultati? Il mercato sembra avere sempre meno pazienza per investimenti immediati e ritorni rinviati', dichiara Debach.

'Come in The Prestige, il segreto non è necessariamente in ciò che vediamo, ma in ciò che resta fuori dal nostro campo visivo. Wall Street rimbalza, mentre una parte dell'Asia è già in piena correzione. Gli emergenti guadagnano da inizio anno, mentre alcuni dei loro mercati hanno perso quasi metà del valore. E l'intelligenza artificiale continua a promettere crescita, mentre il conto necessario a finanziarla diventa sempre più difficile da ignorare. Forse il vero rischio non è guardare nella direzione sbagliata. È convincersi che quello che stiamo guardando sia l'intero spettacolo', conclude l'esperto.

dfg

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2012:04 ott 2026