FOCUS: yen ai massimi da 10 settimane, ecco i fattori dietro il rally (milanofinanza.it)

MILANO (MF-NW)--I forti movimenti dello yen, che hanno portato la valuta giapponese al massimo delle ultime dieci settimane, stanno riaccendendo le speculazioni su un possibile intervento delle autorità di Tokyo nel mercato valutario. Lo yen è balzato il 6 maggio di quasi il 2% nell’intraday, fino a quota 155,04 per dollaro.

OBIETTIVO: IMPEDIRE UN MOVIMENTO DELLO YEN VERSO QUOTA 160

La borsa di Tokyo è rimasta chiusa per festività il 6 maggio, ma secondo gli analisti il movimento odierno presenta tutti i segnali di un intervento delle autorità. "Quanto meno rafforza l’idea che il Ministero delle Finanze giapponese voglia impedire un movimento verso quota 160 dello yen, cercando anche di scoraggiare gli speculatori", ha affermato a Bloomberg Rodrigo Catril, strategist di National Australia Bank. In molti vedono il livello di 160 come una soglia critica per un intervento. Lunedì 4 maggio il ministro delle Finanze giapponese, Satsuki Katayama, aveva messo in guardia contro le mosse speculative sul mercato dei cambi, dopo un breve rialzo dello yen all'inizio della settimana.

IL GIAPPONE DISPONE DELLA CAPACITÀ FINANZIARIA PER INTERVENIRE 30 VOLTE NEL MERCATO

A fine aprile di quest’anno il governo è intervenuto per la prima volta dal 2024, facendo salire lo yen fino al 3% nel corso della giornata. Sebbene i funzionari giapponesi abbiano evitato di confermare direttamente l’intervento, fonti ben informate hanno indicato che la manovra è avvenuta il 30 aprile e che sono stati spesi 34,5 miliardi di dollari. Per gli analisti di Goldman Sachs il Giappone dispone della capacità finanziaria per intervenire fino a 30 volte nel mercato valutario, anche se è probabile che preferisca preservare le riserve e intervenire nei momenti più opportuni. Nel 2024 le autorità giapponesi hanno speso 100 miliardi di dollari per sostenere lo yen quando era sceso intorno a 160,17. Interventi ulteriori sono avvenuti quando la valuta ha raggiunto le soglie di 157,99, 161,76 e 159,45. I prezzi delle opzioni indicano che i trader si aspettano ulteriori mosse. I risk reversal a una settimana (misurano la differenza tra posizioni rialziste e ribassiste) mostrano un sentiment rialzista sullo yen al livello più alto da febbraio, vicino a soglie storicamente associate a un intervento delle autorità.

LA VARIABILE IMPREVEDIBILE

"Tenendo conto degli alti prezzi dell'energia e dei tassi di interesse reali sostanzialmente negativi in Giappone, oltre alla domanda di dollari, Tokyo non può aspettarsi un calo sostenuto del cambio dollaro/yen", ha affermato a Reuters Chris Turner, responsabile globale dei mercati di Ing. "La variabile imprevedibile, tuttavia, sarebbe l'eventuale intervento del Tesoro statunitense", ha aggiunto, una possibilità che è emersa dopo un insolito rate check sui prezzi dello yen da parte della Fed di New York a gennaio.

DOLLARO E PETROLIO SOTTO PRESSIONE CON ACCORDO USA-IRAN

Il rialzo dello yen avviene anche a seguito del calo del dollaro, anche nei confronti dell’euro che vale 1,1783 ( 0,81%), che ha cancellato i guadagni accumulati dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, dopo le notizie secondo cui Stati Uniti e Iran sarebbero vicini a un accordo per porre fine alla guerra. L’indice Bloomberg Dollar Spot è sceso dello 0,8%, al livello più basso dal 26 febbraio. Axios ha riferito che la Casa Bianca ritiene vicino un accordo con Teheran su un memorandum d’intesa per terminare il conflitto e avviare negoziati più dettagliati sul nucleare. Anche le valute che si erano rafforzate grazie all’aumento dei prezzi del petrolio (future sul Brent -11% a 97,69 dollari al barile, sul minimo da quasi due settimane), come il dollaro canadese e la corona norvegese, sono vendute. E ora le opzioni mostrano che gli investitori non puntano più con convinzione su un rafforzamento del dollaro nel breve termine.

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MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)

0616:31 mag 2026