L'INTERVISTA: Dimitrievich (Nuveen), in era AI priorità degli hyperscaler è avere energia immediata
MILANO (MF-NW)--La corsa all'intelligenza artificiale sta cambiando le regole del mercato energetico: per i grandi operatori tecnologici, alla prese con la costruzione di nuovi data center, il problema non è più soltanto trovare energia a prezzi competitivi, ma soprattutto riuscire ad averne disponibilità in tempi brevi. È la logica della speed to power: la disponibilità di capacità energetica diventa una priorità strategica, anche a costo di modificare le tradizionali modalità di approvvigionamento. Gli hyperscaler cercano così di ridurre la dipendenza dai tempi di connessione alla rete, attraverso impianti di generazione direttamente collegati ai centri di calcolo e investimenti sempre più diretti nelle infrastrutture energetiche. A raccontare questo fenomeno a MF-Newswires è Don Dimitrievich, Senior Managing Director & Portfolio Manager, Energy Infrastructure Credit di Nuveen.
Domanda. In che modo l'avvento dei data center e la conseguente crescita della domanda di elettricità stanno modificando il sistema energetico, in termini di generazione, reti e sicurezza degli approvvigionamenti?
Risposta. La caratteristica distintiva degli hyperscaler che stanno entrando nel settore energetico e connettendosi alla rete elettrica è la speed to power. L'obiettivo strategico non è più ottenere il costo dell'energia più basso possibile, bensì rendere disponibile la capacità energetica in tempi sufficientemente rapidi da tenere il passo con la costruzione dei data center. Gli hyperscaler puntano ad attivare le forniture elettriche il prima possibile. Per questo molti stanno adottando soluzioni di co-locazione behind-the-meter che consentono di evitare lunghe code per l'interconnessione. Una previsione pubblicata da Goldman Sachs Research lo scorso agosto stima che la domanda di energia elettrica negli Stati Uniti crescerà a un Cagr del 3,5% fino al 2030. All'interno di tale dato, i data center front-of-the-meter e behind-the-meter rappresentano rispettivamente l'1,8% e lo 0,8%, con una capacità di generazione incrementale stimata di 139 GW necessaria per soddisfare la crescita del carico dei data center.
D. Che cosa sta cambiando nel rapporto tra Big Tech e utility? Gli hyperscaler stanno passando da semplici acquirenti di energia - attraverso strumenti come i Ppa - a investitori diretti in generazione, storage e altre infrastrutture energetiche?
R. Gli hyperscaler cercano sempre più spesso di assicurarsi direttamente i diritti di generazione, stoccaggio e trasmissione, anziché attendere l'intervento di terzi. Alcuni si spingono oltre, acquisendo o realizzando direttamente piattaforme di sviluppo energetico. L'acquisizione di Intersect Power da parte di Google per 4,75 miliardi di dollari rappresenta un esempio di questa integrazione verticale, che consente all'azienda di esercitare un controllo diretto su un portafoglio di progetti in fase di sviluppo pari a 10,8 GW, di accedere a componenti la cui disponibilità è limitata e di realizzare configurazioni in cui gli impianti di produzione energetica e i data center sono situati nello stesso sito. Il suo primo Energy Park, che utilizza 500 MW di energia solare behind-the-meter e 2 GWh di accumulo in batterie, dimostra con quanta rapidità questo modello possa passare dalla fase di costruzione a quella operativa, aggirando completamente la coda di cinque anni prevista dal Pjm per l'interconnessione.
D. Quanto è importante il ruolo dei capitali privati in questa trasformazione?
R. Il ruolo del capitale privato è fondamentale in questa trasformazione e tutti i segmenti stanno attirando investimenti in egual misura. Ciò che è degno di nota è il modo in cui tale capitale si sta ora concentrando direttamente sulla convergenza tra il settore energetico e le infrastrutture digitali, anziché trattarle come asset class distinte.
L'acquisizione da parte di Blackstone di Txnm Energy per 11,5 miliardi di dollari e l'acquisizione congiunta di Aes da parte di Gip ed Eqt per 33,4 miliardi di dollari hanno visto gli sponsor finanziari acquisire intere piattaforme di utility in un momento in cui la crescita della domanda di energia, trainata dall'intelligenza artificiale, sta conferendo alle infrastrutture energetiche un valore strategico ben superiore a quanto lascerebbero supporre i soli utili derivanti da attività regolamentate. Ciò conferma che gli sponsor finanziari non considerano più le infrastrutture energetiche soltanto una fonte di utili derivanti da attività regolamentate, bensì un'asset class dotata di valore strategico intrinseco, in un contesto di crescita della domanda elettrica trainata dall'intelligenza artificiale.
D. Il boom dell'AI può diventare un acceleratore degli investimenti nelle rinnovabili e nelle nuove tecnologie energetiche? E quali tecnologie potrebbero beneficiare maggiormente di questa nuova domanda?
R. La domanda di energia per l'intelligenza artificiale sarà probabilmente la marea che solleva tutte le navi nel panorama delle tecnologie energetiche. Tuttavia, allo stato attuale, le turbine a gas rappresentano di gran lunga la tecnologia di generazione elettrica che ne sta traendo il massimo vantaggio, in particolare per le soluzioni behind-the-meter, che molti data center stanno adottando a causa dei ritardi nelle code di interconnessione alla rete. Dopo le turbine a gas vi sono i sistemi di accumulo di energia a batteria (Bess), che presentano diverse nuove applicazioni al di là del loro ruolo tradizionale di gruppi di continuità (come il supporto alle micro-reti e il controllo della qualità dell'energia), che rafforzano ulteriormente un mercato potenziale complessivo di oltre 1.000 GWh all'anno negli Stati Uniti e nell'Unione Europea entro il 2030. Anche le celle a combustibile e i sistemi solar-plus-storage stanno emergendo come potenziali soluzioni energetiche per i data center, offrendo ulteriori percorsi per soddisfare la crescente domanda di energia elettrica.
D. Se, come atteso, la domanda elettrica dei data center negli Stati Uniti dovesse effettivamente triplicare entro il 2030, quali saranno i principali colli di bottiglia?
R. Dal punto di vista fisico, i principali colli di bottiglia tendono a essere le apparecchiature e l'accesso alla rete. Le turbine a gas, tra le fonti più ovvie di energia stabile per i carichi di calcolo 24 ore su 24, risultano in gran parte esaurite per anni in molti mercati, con i produttori che razionano le quote e aumentano i prezzi. Anche laddove sia possibile costruire impianti di generazione, il loro collegamento al carico può incontrare ostacoli quali la congestione della rete di trasmissione, lunghe code di interconnessione e un sistema di pianificazione concepito in gran parte per un contesto caratterizzato da una domanda più stabile. L'opposizione locale e la lentezza nel rilascio delle autorizzazioni per la rete di trasmissione possono inoltre trasformare quelli che altrimenti sarebbero problemi ingegneristici in questioni politiche.
D. E per quanto riguarda le batterie e la disponibilità di capitale?
R. Le batterie presentano un tipo diverso di vincolo. La capacità produttiva appare nel complesso abbondante, forse persino eccessiva, ma rimane fortemente concentrata in Cina. L'amministrazione statunitense lo ha considerato un rischio informatico. Ciò può influenzare le scelte relative agli acquisti, ai requisiti per l'accesso agli incentivi e ai progetti che gli istituti di credito sono disposti a finanziare. Le batterie risolvono inoltre un problema più circoscritto di quanto talvolta si supponga: le batterie agli ioni di litio garantiscono generalmente una capacità di generazione nell'ordine delle ore, non dei giorni. Il capitale viene talvolta considerato il fattore meno limitante, sebbene ciò possa sottovalutare quanto esso sia diventato selettivo. Sembra essere disponibile su larga scala per progetti in grado di dimostrare un percorso credibile verso la realizzazione: attrezzature già acquisite, una data di interconnessione definita e un accordo di acquisto con controparte solvibile. Tuttavia, il capitale disponibile per garantire a tempo indeterminato la disponibilità di energia elettrica o la capacità di calcolo in eccesso è limitato. Gli investitori stanno valutando sempre più attentamente chi si assuma il rischio qualora le previsioni sulla domanda si rivelassero troppo ottimistiche e le risorse rimangano inutilizzate, nonché se, in ultima analisi, debbano essere i contribuenti o gli hyperscaler a sostenere i costi dell'ampliamento della rete.
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0312:01 nov 2026